Importo digitato male, prodotto sbagliato, cliente che ci ripensa: capita a tutti. La buona notizia è che lo scontrino elettronico si può annullare o stornare — la cattiva è che va fatto con la procedura giusta, perché il dato è già stato memorizzato e viaggia verso l’Agenzia delle Entrate. Vediamo come si fa, nei vari scenari.

La regola d’oro: mai “strappare” lo scontrino

Con la carta bastava cestinare lo scontrino sbagliato e ribatterlo. Con i corrispettivi telematici no: l’operazione è già memorizzata in modo inalterabile, quindi ignorarla creerebbe uno scostamento tra venduto reale e corrispettivi trasmessi. La correzione deve passare da un documento di annullo o di reso, che rettifica i corrispettivi in modo tracciato.

Annullo e reso: che differenza c’è

  • Annullo: cancella un documento emesso per errore (importo sbagliato, doppia battitura, operazione mai avvenuta).
  • Reso: registra la restituzione della merce da parte del cliente, con l’eventuale rimborso.

In entrambi i casi il nuovo documento fa riferimento allo scontrino originale (numero e data del documento commerciale): è questo riferimento che permette all’Agenzia delle Entrate di collegare la rettifica all’operazione iniziale.

Come si annulla, strumento per strumento

Con il registratore telematico fisico

Si usa la funzione di annullo/reso del dispositivo, inserendo gli estremi del documento originale. Il registratore genera il documento di rettifica e aggiorna i corrispettivi. Se non trovi la funzione, il manuale del tuo modello (o il tecnico di fiducia) è il punto di partenza.

Con la procedura web dell’Agenzia delle Entrate

Il portale Fatture e Corrispettivi consente di emettere documenti commerciali di annullo o reso riferiti a un documento già trasmesso.

Con un registratore telematico virtuale

Nei sistemi digitali l’operazione è la più semplice: selezioni lo scontrino dallo storico e generi l’annullo o il reso in pochi tocchi, con riferimento automatico al documento originale e trasmissione della rettifica. Con una piattaforma che integra anche i pagamenti, come Servicepay Fiscal, al reso fiscale può agganciarsi direttamente il rimborso sul metodo di pagamento usato dal cliente.

I casi che generano più dubbi

Mi accorgo dell’errore il giorno dopo (o la settimana dopo)

La rettifica resta possibile anche dopo la trasmissione dei corrispettivi: il documento di annullo/reso rettifica il periodo in cui viene emesso, mantenendo il riferimento all’operazione originaria. Per errori scoperti a distanza di tempo, o a cavallo di liquidazioni IVA, confrontati con il consulente per gli eventuali riflessi contabili.

Il cliente ha pagato con carta

Alla rettifica fiscale va affiancato lo storno del pagamento. Se cassa e POS sono sistemi separati sono due operazioni distinte da far quadrare; se pagamento e scontrino vivono nella stessa piattaforma, la coerenza è automatica.

Ho annullato ma il cliente vuole comunque un documento

Il documento di annullo/reso è a sua volta un documento commerciale: può essere consegnato o inviato via email come prova dell’operazione.

Checklist anti-errore

  • Usa sempre la funzione di annullo/reso, mai correzioni “informali”;
  • indica gli estremi del documento originale;
  • verifica che il totale corrispettivi di giornata rifletta la rettifica;
  • se c’è un pagamento elettronico, esegui anche lo storno dell’incasso;
  • conserva tutto: originale e rettifica fanno parte della stessa storia fiscale.

Con lo scontrino digitale gli errori si correggono in un click, non in una telefonata al tecnico. Scopri come funziona il registratore telematico virtuale o Servicepay Fiscal.