Stripe è il gateway di riferimento per chi incassa online, ma il suo listino — per tipo di carta, valuta e servizi accessori — genera più domande di quante ne risolva: quanto pago davvero? Le commissioni hanno l’IVA? Devo fare l’autofattura? Facciamo chiarezza, con i numeri del listino ufficiale.

Il listino base di Stripe in Italia

Per i pagamenti con carta sui piani standard, il listino pubblicato da Stripe per l’Italia prevede:

  • 1,5% + 0,25€ — carte standard emesse nello Spazio Economico Europeo (SEE);
  • 1,9% + 0,25€ — carte premium SEE (business, aziendali, alcune carte premium consumer);
  • 2,5% + 0,25€ — carte del Regno Unito;
  • 3,25% + 0,25€ — carte internazionali (extra-SEE/UK);
  • +2% se è richiesta la conversione di valuta.

Listino verificato a luglio 2026: per gli importi in vigore fa fede la pagina ufficiale stripe.com/it/pricing — le condizioni possono cambiare, e per volumi elevati esistono tariffe personalizzate.

Commissioni Stripe e IVA: il tema dell’autofattura

È la domanda più cercata (e più ignorata): le commissioni Stripe vengono fatturate dalla sede europea di Stripe (Irlanda), quindi per un’impresa italiana sono servizi ricevuti da soggetto UE. Tradotto: la fattura arriva senza IVA italiana e va gestita in reverse charge, con integrazione/autofattura da parte tua. È un adempimento contabile ricorrente che il commercialista deve conoscere: passargli i report mensili delle fee è il modo per non trovarsi (male) a fine anno.

Le voci accessorie da mettere in conto

  • Contestazioni (chargeback): le dispute hanno un costo fisso per pratica, oltre al rischio di perdere l’importo;
  • payout e valute: incassare in valute diverse dall’euro può comportare conversioni;
  • prodotti aggiuntivi (Billing, Radar avanzato, Connect…): hanno prezzi propri, da valutare solo se servono davvero.

Come ridurre l’incidenza delle commissioni

  1. Fai pagare in euro quando possibile: la conversione valuta (+2%) è la voce più facile da evitare;
  2. monitora il mix di carte: se incassi molto da clienti business o extra-UE, l’aliquota media reale sale — va misurata, non stimata;
  3. riduci dispute e insoluti: 3D Secure/SCA ben configurati e descrittori di pagamento chiari abbattono i chargeback;
  4. con volumi importanti, negozia: sopra certe soglie il listino standard non è l’ultima parola;
  5. fai lavorare bene l’integrazione: retry sui pagamenti ricorrenti e checkout ottimizzato recuperano più margine di quanto pensi.

Stripe da soli o con un partner italiano?

Stripe è una piattaforma potentissima ma “self-service”: configurazione PSD2/SCA, antifrode, webhooks e — soprattutto — tutta la parte fiscale italiana (fatture elettroniche, scontrini, riconciliazione) restano a carico tuo. È qui che si posiziona Servicepay: piattaforma italiana costruita su tecnologia Stripe, con commissioni da 1,5% + 0,25€, zero canoni fissi, assistenza in italiano senza call center e la fiscalità integrata di Servicepay Fiscal (scontrini digitali e fatture verso SDI nello stesso flusso dei pagamenti).

In altre parole: la stessa infrastruttura di pagamento, ma con il “livello Italia” già costruito.

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